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Specie: Vitis vinifera - Famiglia: Ampelidacee

Origine

 

Vitis vinifera, è conosciuta come vite europeama non è noto esattamente lʼareale di provenienza. Le origini della vite sono antecedenti la comparsa dellʼuomo sulla terra tanto che nei travertini dellʼItalia centrale sono stati ritrovati vinaccioli di viti selvatiche risalenti al quaternario. Nella prima metà del 3° millennio a.C. la vite veniva già coltivata come dimostrano alcune scritture sumeriche di quellʼepoca. Semi risalenti allʼetà del bronzo sono stati rinvenuti un poʼ ovunque nellʼItalia settentrionale. Virgilio descrive le “Labrusca”, cioè le viti selvatiche, come piante che vivevano sulle rocce. I ritrovamenti di vinaccioli di V.vinifera sativa, la specie che comprende le viti oggi coltivate, la fanno risalire allʼetà del ferro. Si ritiene che la vinificazione sia iniziata per opera degli etruschi con la V. vinifera silvestris a partire dal VII secolo a.C. ed esistono raffigurazioni in tal senso sui vasi. A Roma e nel Lazio, invece, la viticoltura si diffuse più tardi.

Ciclo colturale

Vitis vinifera comprende due sottospecie, V. vinifera silvestris (viti selvatiche) e V. vinifera sativa (viti coltivate). La vite ha fusto, detto anche ceppo, esile e contorto a portamento rampicante per cui si adatta facilmente ai diversi tipi di coltivazione. I rami sono detti tralci quando sono lignificati e pampini quando sono erbacei. I tralci sono costituiti da nodi e internodi. Le foglie della vite sono semplici e alterne. La vite possiede dei viticci, detti anche cirri, organi erbacei che durante lʼestate si avvolgono a sostegni, come fili, per poi lignificare in autunno.

La vite produce infiorescenze con un numero di fiori molto variabile, anche 100. I fiori hanno 5 petali. La forma dei grappoli varia a seconda della varietà.

La vite viene allevata per produrre uva da tavola oppure da vino. Sono centinaia le varietà di uve da vino coltivate in Italia. Fra le bianche ricordiamo Albana, Chardonnay, Moscato, Prosecco, Riesling, Tocai, Trebbiano e Vernaccia; fra le rosse Barbera, Cabernet sauvignon, Dolcetto, Lambrusco, Marzemino, Merlot, Nebbiolo, Pinot nero e Sangiovese. Anche le uve da tavola sono moltissime, le principali sono: Italia, ottenuta dal prof. Pirovano nel 1911, con grappoli bellissimi, acini grossi, gustosi e croccanti e ottima conservabilità; Regina, dalle origini antichissime, color giallo dorato, con acini grossi, dolce e ottima al gusto; Red Globe, con grappoli grandi, acino grosso, di forma sferica e colore rosato, sapore dolce, molto resistente e facilmente conservabile. Meritano di essere ricordate anche il Pizzutello Bianco con acini medio-grandi, di colore giallo-verdastro o giallo-dorato, dolce e molto gradevole e Baresana o Imperatore, unʼottima cultivar di origine antichissima con acini molto grossi, di colore giallo dorato chiaro e polpa piuttosto croccante e succosa. Non vanno dimenticate le uve apirene, cioè senza semi, bianche e rosse.

Lʼuva va raccolta quando gli acini sono maturi, tagliando il grappolo al peduncolo oppure lasciandogli 10-20 cm di tralcio. Si usano le normali forbici oppure le forbici ad anello.

 

Come coltivare

Lʼimpianto andrebbe fatto in autunno e comunque entro marzo, mettendo a dimora le barbatelle innestate di 2 anni. Le piantine vanno protette da possibili gelate coprendole con della terra o della plastica. Premesso che la vite è una specie incapace di stare in piedi da sola, viene allevata in moltissimi modi fra cui lʼalberello, la spalliera, il cordone speronato e la pergola che hanno tutti lo scopo di sorreggerla, ottenere la maggiore esposizione alla luce, aumentare lʼarieggiamento ai grappoli e facilitare la potatura e la raccolta. La vite si adatta a moltissimi climi purché posta in pieno sole, essendo una pianta tipicamente eliofila: la radiazione solare è un fattore determinante per lʼepoca di maturazione dellʼuva e il suo grado zuccherino. Per quanto riguarda le temperature si hanno danni con -15°C in inverno e i -5°C in caso di brinate tardive, motivo per cui le viti non possono essere coltivate a oltre 1000 m di altezza. La vite predilige i terreni di medio impasto con pH tra 6,5 e 7,5 mentre sarebbero da evitare quelli sabbiosi e argillosi.

I terreni sassosi sono indicati per le uve da tavola che ne traggono beneficio e danno grappoli con acini grossi e croccanti. Il terreno va tenuto libero con periodiche lavorazioni, nellʼinterfila ma diserbato lungo il filare. La pianta di vite richiede irrigazioni solo nel caso di grave siccità. Frequenti piogge possono favorire malattie fungine come oidio e peronospora in primavera e la botrite nel periodo che precede la raccolta. La concimazione è di fondamentale importanza nella coltura della vite; si effettua distribuendo lungo il filare, alla ripresa vegetativa, un prodotto biologico o convenzionale.

• Nutrizione biologica: somministrate Solabiol Orti e Giardini (5 kg/100 m²) per nutrire fino a 4 mesi.
• Nutrizione convenzionale: somministrate ONE Orti e Giardini (per le varietà di uva da vino e 5-6 kg/100 m² per quelle da tavola) e poi, ogni 4 mesi, su varietà da tavola 6-7 kg/100 m² e su quelle da vino 3-4 kg/100 m² di ONE Orti e Giardini (durata d’efficacia di circa 4 mesi). Dopo l’applicazione, interrate leggermente e fate seguire una breve irrigazione. In alternativa, utilizzate Slow Blu Universale, da applicare ogni 20 giorni.

Risulta molto utile anche una letamazione di fondo e la pratica del sovescio di leguminose. Il frutto della vite è lʼacino, una bacca costituita dalla buccia, dalla polpa e da un endocarpo che contiene i semi. Il grappolo, formato dagli acini, ha forma, dimensione e colore variabile a seconda della varietà.

Propagazione della Vite

La vite si moltiplica bene per talea ma, a causa della fillossera, malattia provocata da afidi introdotti accidentalmente in Italia dall'America alla fine del XIX secolo, viene innestata su piede americano (resistente). Fra i portainnesti si distinguono “Kober 5BB”, ottimo per terreni fertili, “420A” per zone asciutte di collina, “140 Ruggeri” e “1103 Paulsen” per terreni siccitosi e calcarei.

Lo sapevi? Curiosità sulla Vite

Lʼuva si impiega per il consumo fresco o per la produzione di vino. Serve anche per ottenere succhi, distillati come le grappe e può essere seccata. Il decotto di foglie viene usato come astringente. Tra il 1858 e il 1862 arrivò in Europa dal Nord America la fillossera della vite (Viteus vitifolii), un afide radicicolo che in pochissimi anni si diffuse in tutto il vecchio continente distruggendo tutti i vitigni europei. La diffusione in Italia, a partire da Como e da Milano nel 1879, fece strage di vigneti dalle Alpi alla Sicilia. A fine ʻ800 il problema fu gravissimo e venne brillantemente risolto con un metodo agronomico: innestando le viti europee su piede di vite americana le cui radici non sono sensibili alle punture del parassita.

Avversità

Acari

Sono ragnetti dotati di apparato boccale pungente-succhiante che vivono sulla pagina inferiore delle foglie. Se si guarda con una lente di ingrandimento si possono vedere piccoli parassiti rossi o gialli, che possono provocare sottili ragnatele quando l’infestazione risulta importante. In primavera il sintomo tipico è la presenza di germogli che stentano a svilupparsi e allungarsi.

• Protezione convenzionale: trattate alla comparsa dei primi sintomi con Borneo PFnPE(2,5-5 ml/10 litri).

Tripidi

I tripidi sono insetti molto piccoli, non più lunghi di 1 mm, invisibili a occhio nudo. Sulla vite, la specie più diffusa al nord è Drepanothrips reuteri, al sud la Frankliniella occidentalis. Sono insetti in grado di provocare notevoli danni alla produzione viticola, in particolar modo nei vigneti del Sud e su varietà di uve da tavola. Hanno una spiccata predilezione a colonizzare i germogli, ostacolandone il normale sviluppo e i fiori: la popolazione di tripidi esplode all’inizio della stagione vegetativa, durante le prime fasi di germogliamento e in fioritura, con sovrapposizione di forme adulte e forme giovanili (neanidi). Gli adulti danneggiano gli organi colpiti con le loro punture di nutrizione, provocando la comparsa di piccole tacche necrotiche sulle foglie e sui germogli, e ostacolandone il normale sviluppo. Il danno più importante viene provocato dalle punture fatte sugli acini, visibili più facilmente in fase di maturazione dell’uva.

• Protezione biologica: trattate con Solabiol Success PFnPE (8 ml/l). Bagnate bene la vegetazione e i fiori e ripetete il trattamento dopo 7-10 giorni.

• Protezione convenzionale:  alla comparsa  degli adulti intervenite con Decis Protect EW PFnPE (3-6 ml/10 litri) bagnando bene tutta la vegetazione e soprattutto i fiori.

Tignola e tignoletta

Piccolo lepidottero che depone nei bottoni fiorali ed acini vengono che vengono danneggiati da larve con capo nero: creano nidi di fili sericei e perforano e svuotano gli acini.

• Protezione biologica: trattate con Success PFnPE(4-8 ml/10 litri d’acqua) o Solabiol Neemazal T/S PFnPE (20-30 ml/10 litri d’acqua) alla comparsa dei primi adulti e ripetete il trattamento a distanza di 7-10 giorni. Il trattamento contro le tignole in pre-fioritura ha efficacia anche nel contenimento dei tripidi.

• Protezione convenzionale: trattate alla comparsa dei primi sintomi con Decis Protect EW PFnPE(3-6 ml/10 litri).

Cicaline

Sono piccoli insetti con morfologia, abitudini e talora dannosità abbastanza differenti. Alcune cicaline sono responsabili della trasmissione di virus e altre malattie come la Flavescenza dorata. Causano normalmente alterazioni fogliari piuttosto evidenti dovute alle continue punture dell’insetto, con conseguente arrossamento del margine fogliare e diminuzione dell’attività fotosintetica.

• Protezione biologica: trattate con Solabiol Piretro Actigreen PFnPE (14-16 ml/10 litri) o con Solabiol Neemazal T/S PFnPE (20-30 ml/10 litri).

Cocciniglie

i sviluppano preferibilmente nei vigneti con fitta vegetazione, dove la scarsa luminosità e la ridotta circolazione dell’aria favoriscono ristagni di umidità, creando un microambiente favorevole al loro sviluppo. Oltre a causare danni diretti, emettono secrezioni zuccherine (melata) che richiamano le formiche e sulle quali si sviluppano abbondanti fumaggini. Tra le cocciniglie maggiormente dannose alla vite si ricordano le cocciniglie farinose (Planococcus ficus, Planococcus citri) e altre specie come Targionia vitis, Parthenolecanium corni e Pulvinaria vitis.

• Protezione biologica: trattate con Solabiol Oliocin PFnPE(300 ml/10 litri).

• Protezione convenzionale: intervenite a partire dall’allegagione con Decis Protect EW PFnPE (3-6 ml/10 litri) Solabiol Oliocin PFnPE(25 ml/10 litri).

Metcalfa pruinosa

E’ un piccolo insetto che spesso attacca la vite. Compare a primavera inoltrata provocando danni per tutta l’estate, infestando prevalentemente i tralci erbacei della vite.

• Protezione biologica: trattate con Solabiol Success PFnPE (6-8 ml/10 litri) o con Solabiol Piretro Actigreen PFnPE (20 ml/10 litri).

• Protezione convenzionale: trattate con Decis Protect EW PFnPEalla dose di 3-6 ml/10 litri di acqua.

Oidio - Mal bianco

Malattia che provoca la formazione di macchie biancastre sulla pagina superiore delle foglie. L’attacco non è sempre ben evidente e solo nel caso di gravi infezioni si notano chiazze più chiare con leggera muffa biancastra. Sugli acini l’infezione si evidenzia con una patina biancastra polverulenta, quindi con la loro spaccatura.

• Protezione convenzionale: trattate conEmerald 40 EW PFnPE(10 ml/10 litri) in pre e post fioritura ogni 12-14 giorni.

Peronospora

Sulla pagina superiore delle foglie si evidenzia la comparsa di macchie traslucide e, su quella inferiore, macchie poligonali con formazione di muffa biancastra; i tessuti interessati disseccano. Sul grappolo, con attacchi precoci, si ha una deformazione a uncino e una colorazione brunastra. Nel caso di attacchi tardivi non compare la muffa ma gli acini dapprima imbruniscono (sfumature violacee) e poi disseccano.

 • Protezione biologica: impiegate preventivamente  Solabiol Cupravit Blu 35 WG PFnPE (30-50 g/10 litri); in presenza di forti infezioni e tempo molto piovoso 25-40 g/10 litri.

• Protezione convenzionale: trattate con Aliette Orto e Giardino PFnPE(25 g/10 litri) da quando i tralci sono lunghi 10 cm, ripetendo i trattamenti ogni 7-10 giorni. Nel caso di infestazioni elevate trattate subito con R6 Bordeaux WG PFnPE(50-60 g/10 litri) e quindi con Aliette.

Botrite – Muffa grigia

Il fungo penetra nei tessuti attraverso piccole ferite che si creano in fioritura, o da attacchi di insetti, e si sviluppa rapidamente infettando in poco tempo tutte le zone circostanti. Sui grappoli determina una muffa grigiastra che si diffonde rapidamente determinando la marcescenza di alcuni acini e poi dell’intero grappolo con danni molto gravi.

 • Protezione convenzionale: in pre-chiusura del grappolo, trattate con Teldor Plus PFnPE (10-15 ml/10 litri).