Melagrana: la regina dell'autunno

Il melograno è un arbusto dal portamento elegante coltivato fin dall’antichità per il consumo dei suoi frutti dolcemente aciduli. E’di grande effetto ornamentale, infatti, soprattutto gli esemplari con branche e tronchi contorti, vengono utilizzati in parchi e giardini e per realizzare siepi e bordure. Grazie alla sua bellezza e alla salubrità dei suoi frutti da qualche anno la sua coltivazione si sta estendendo e il consumo dei frutti sta crescendo

La  Punica granatum può avere un portamento arboreo o arbustivo a seconda della varietà. In genere l’altezza rimane intorno ai 2 o 3 metri e può essere coltivata sia in piena terra che in vaso. E’ una pianta che si adatta bene al clima mediterraneo e soffre se le temperature scendono sotto i – 10 °C. Pur essendo una specie adattabile, il melograno predilige i terreni sciolti e non soggetti ai ristagni idrici. Si adatta a terreni ricchi di calcare e poveri di ferro perché è in grado di sfruttare condizioni pedologiche non ottimali.

melograna

Il trapianto, come per tutti gli alberi da frutta, va effettuato a inizio primavera o autunno. Si realizza una buca di grandi dimensioni e si procede con una concimazione di fondo con letame o concimare con Solabiol Orti e Giardini con Natural Booster alla dose di 100 g/m². Si consiglia di apportare Solabiol Orti e Giardini con Natural Booster anche  prima della fioritura e durante lʼaccrescimento dei frutti. La pianta deve essere immessa ben diritta nella buca e poi la terra soffice deve essere compressa coi piedi prima di annaffiare.

Se daremo alla pianta un portamento ad alberello e i terreni sono particolarmente fertili, è opportuno mantenere 4 o 5 metri di distanza sulla fila e tra le file, mentre se daremo portamento cespuglioso e il terreno è povero possiamo lasciare distanze di 3 metri tra le piante. In giardino è bene lasciare almeno 3 metri tra il melograno e altre piante o recinzioni.

Pur essendo una pianta che si adatta bene ai climi siccitosi, per avere frutti grossi e succosi è bene procedere con irrigazioni regolari dal periodo di fioritura e durante la crescita dei frutti. Attenzione agli eccessi di acqua perché potrebbero causare spaccature nei frutti e conseguente perdita di qualità, oltre che danni alle radici.

Le potature si eseguono dopo la raccolta o alla fine dell’inverno e hanno lo scopo di favorire la produzione, che di norma avviene sui rami più esterni. Quindi è opportuno tagliare i rami orientati più verso l’interno e diradare quelli troppo fitti. Per dare una forma ad alberello si mantiene il tronco alto da 50 a 100 cm, da qui dipartono  4 o 5 branche principali. Nella gestione a cespuglio, la pianta viene spuntata a circa 20 cm da terra dopo la messa a dimora e successivamente si tengono le branche principali del cespuglio eliminando con tagli di sfoltimento le altre. La pianta deve essere ripulita dai polloni che tendono a ripresentarsi ogni anno.

Il melograno è una pianta piuttosto rustica ma comunque soggetta ad alcune patologie fungine all’attacco di insetti. Tra i patogeni è facile riscontrare la presenza di marciumi e soprattutto di muffa grigia e il fungo sul colletto. Si può cercare di evitare l’insorgere di queste malattie evitando situazioni di ristagno e favorendo il drenaggio del terreno. In caso di necessità si può intervenire con trattamenti a base di rame, Cupravit Blu 35 WG PFnPE.
Tra gli insetti che possono colpire il melograno il più comune è l’afide che all’occorrenza può essere trattato con Piretro Actigreen PFnPE.
La tignola del melograno o piralide è un lepidottero notturno che può colpire questa coltura e che si ciba dei chicchi della melagrana. In caso di necessità si può combattere questo insetto in modo ecologico con prodotti a base di Bacillus turingiensis.

Il frutto matura in autunno quando il colore della buccia vira al rosa acceso. Un altro indizio della maturazione completa dei frutti è la loro spaccatura, anche se, per una migliore conservabilità del frutto, è bene non arrivare a questo punto.
In Italia si coltivano circa 1.500 ettari di melograni e la varietà più diffusa è la Wonderful, che proviene dall’America, coltivata in particolare in Sicilia e in Puglia; i frutti sono di grossa pezzatura, rossi e presentano una buccia lucida e sapore agrodolce; il gusto risulta all’inizio quasi amarognolo, per poi virare al dolce persistendo in bocca. Le Mollar sono la varietà più diffusa e ritenuta più pregiata in Spagna, si prestano molto bene al consumo fresco perché quasi del tutto privi di semi.
Le melagrane Acco sono originarie di Israele e le melagrane Hicaz, infine, provengono dalla Turchia. 

I frutti di melograno hanno proprietà molte proprietà benefiche per il nostro organismo, sono astringenti e diuretiche. Possono essere consumati freschi o per la preparazione di bibite ghiacciate. Nell’industria conserviera vengono utilizzati per la produzione di succhi, marmellate e sciroppi. E' interessante anche l’impiego del melograno come pianta medicinale.

Il frutto ha un elevato contenuto di vitamina A e C, 250 ml di succo al giorno sono in grado di fornire circa il 50% della dose giornaliera raccomandata per un adulto, di vitamine A, C ed E e il 13% di potassio.