La semina in semenzaio: 5 consigli utili

Semina in semenzaio - 5 consigli utili

La semina è il primo passo per chi coltiva la terra, è l’inizio di un’avventura comune che si ripete ciclicamente, anno dopo anno.
Nel corso dei secoli, l’uomo ha codificato per ciascun vegetale i migliori periodi di semina in base all’andamento climatico annuale e alle necessità delle specie, per poi accorgersi che esistono dei trucchi per poter giocare in anticipo sui tempi e sfidare la colonnina di mercurio. Uno di questi è certamente il semenzaio!

Il semenzaio non è altro che una piccola serra con temperature più elevate (anche solo di qualche grado) rispetto all’esterno. 
Solitamente si tratta di un cassone, composto da pannelli trasparenti, un ambiente che si può chiudere così da isolare e proteggere le piantine dalle intemperie. Le pareti della struttura permettono ai raggi solari di penetrare generando così un effetto serra localizzato che permette di mantenere temperature interne superiori rispetto a quelle esterne.
Dato che ogni pianta ha una sua temperatura minima di germinazione, seminare in un luogo più caldo rispetto all’esterno, consente di anticipare l’inizio di una coltivazione e, non appena la stagione diviene favorevole, invece che seminare, è possibile trapiantare nell’orto una piantina già piuttosto sviluppata. Sono molte le piante che si esprimono al meglio se seminate in anticipo, in particolare quelle che vanno trapiantate in primavera; tra queste ricordiamo le più comuni, come pomodori, peperoni, melanzane, peperoncini, zucchine e cetrioli. Il vantaggio è indubbio, perché consente di utilizzare il terreno destinato alla coltivazione in modo più efficiente, dato che vi si pongono piante già molto vicine all’essere produttive.
Chi effettua la semina in semenzaio raccoglie in anticipo e spesso per un tempo più lungo.

Il semenzaio può essere utilizzato non solo per ottenere un vantaggio sulle temperature ma anche al fine di massimizzare la produttività dell’orto: mentre in campo vi sono ancora piante produttive, in semenzaio si possono già seminare le loro sostitute. Questo trucco è particolarmente indicato per le specie autunno-invernali, come i cavolfiori, le verze o i broccoli.
Fate attenzione però, non tutte le piante si prestano alla semina in semenzaio, le specie la cui parte edibile è la radice, ad esempio, non reagiscono bene al trapianto e portano a frutti deformati o poco sviluppate sono pertanto da evitare carote, rape e ravanelli.

5 consigli utili

  1. Attenzione agli elementi: terra, acqua, luce e temperatura dell’aria. Il terriccio deve essere ben drenante e morbido, è importante che non si crei la crosta superficiale che impedirebbe alla piantina di emergere dal suolo. Il terriccio deve essere mantenuto umido, l’attrezzo migliore per irrigare è il nebulizzatore che non smuove il terreno, con un innaffiatoio o bottiglia si correrebbe il rischio di spostare lo strato superficiale di terra e scoprire il seme. Per germinare i semi hanno bisogno di una temperatura del terreno compresa tra i 15° e i 20°C. Questa temperatura si può raggiungere e mantenere anche con l’ausilio di tappetini riscaldanti da porre sotto al semenzaio. Le piantine hanno bisogno di molta luce, se le piantine sono esili e piegate in direzione della luce allora bisogna trovargli una posizione meglio illuminata.
  2. La profondità. Ogni piantina ha esigenze e profondità di semina differenti. Mediamente, più i semi sono piccoli minore dovrà essere la quantità di terreno che li ricopre. Alcuni semi, come angurie, meloni o zucche hanno anche un corretto verso di semina, nel caso specifico con la parte appuntita (quella da cui uscirà la radichetta), verso il basso.
  3. Il nutrimento. Quando le piantine avranno sviluppato un paio di foglioline, si potrà favorire lo sviluppo dell’apparato radicale fornendo un concime liquido una volta alla settimana.
  4. Il momento giusto per il trapianto si riconosce estraendo il panetto di terra dalla vaschetta, se le radici trattengono il terreno e non si sgretola allora le piantine sono pronte.
  5. La forzatura. Per minimizzare lo stress da trapianto prima di interrare le giovani piantine si possono lasciare per qualche giorno nel luogo in cui andranno piantate ma all’interno delle vaschette, in modo che si adattino alle condizioni climatiche.