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Origine

L'arte giapponese dei Bonsai è in realtà nata in Cina ed è stata importata in Giappone a partire dal VI secolo.
I bonsai sono alberi mantenuti intenzionalmente nani tramite potatura e riduzione delle radici. 

Come Coltivare

Siamo abituati a coltivare i bonsai all’interno delle nostre abitazioni ma in pochi sanno che molte di queste piante possono essere gestite all’esterno, soprattutto durante la bella stagione, con ottimi risultati. 
Scopriamo insieme quali sono i bonsai da esterno, qual è la loro resistenza e le cure di cui necessitano.

Bonsai da esterno

A fare la differenza tra bonsai da interno e bonsai da esterno è soprattutto la tipologia di pianta. 
Tra le specie più comuni di bonsai da esterno c’è senza dubbio il Ficus ginseng (Ficus retusa) che solitamente viene gestito come bonsai da interno: può vivere benissimo all’aria aperta durante i mesi più caldi dell’anno, ma richiede di essere protetto in casa non appena arrivano i primi freddi. 
I bonsai di olivo (Olea europea), olmo (Ulmus parvifolia) e acero rosso (Acer palmatum) invece possono essere coltivati all’esterno anche se fa freddo. Anzi, queste piante hanno bisogno di di subire le basse temperature invernali per entrare in una sorta di benefico letargo (dormienza) e poter emettere gemme in primavera. 
Se invece coltivate un bonsai di ginepro (Juniperus chinensis), sistematelo all’aria aperta solo se abitate in zone a clima mite, questa pianta, infatti, cresce bene all’esterno solo se può contare su estati molto calde e inverni con temperature mai inferiori ai - 8 °C.

Quali sono i bonsai da esterno?

I bonsai da esterno sono piante che derivano da alberi o arbusti autoctoni, tipi del paesaggio naturale locale, che quindi sono già di loro adatti a sopravvivere a certe condizioni climatiche. Ci si può anche affidare a specie non locali che però presentano una specifica resistenza e che quindi riescono ad adattarsi perfettamente ai nostri climi. 
Possiamo affermare che in zone a clima continentale, caratterizzate da estati calde e inverni freddi, come ad esempio, la pianura Padana, o alcune aree montane lungo la Penisola, solo i bonsai di specie autoctone (come ad esempio il prugnolo, il melo selvatico, l’acero rosso e l’acero tridente) possono vivere all’esterno per tutto l’anno mentre ogni altra pianta va protetta dal freddo durante l’inverno e schermata dalla luce in estate. 
Nelle zone più miti del Centro Italia è possibile coltivare all’esterno tutti i bonsai autoctoni (come melograno, gelso e leccio) e quelli d’origine giapponese; se invece allevate piante mediterranee e subtropicali ricordate di difenderle dal freddo invernale ricoverandole in un luogo protetto, come una piccola serra. 
Se abitate al Sud, o in aree ad influenza mediterranea, sistemate all’esterno specie tipiche della zona o bonsai amanti del caldo che crescono bene in pieno sole come, ad esempio, il bagolaro asiatico (Celtis sinensis) o il falso cipresso (Taxodium disticum), per le zone costiere ricordate l’importanza di selezionare piante che anche sopportano bene anche il vento e la salsedine.

La cura del bonsai

Per prima cosa va precisato che i bonsai, anche se tenuti sempre all’esterno,non possono essere coltivati in piena terra. I contenitori in cui farli vivere sono sempre i classici vasi per bonsai la cui scelta deve segue le normali regole che la tecnica prevede (es. vasi per bonsai più grandi in fase di formazione delle radici e vasi più piccoli con esemplari adulti). 
Coltivare alberi in miniatura, soprattutto se all’esterno, richiede di trovare un ambiente adatto alle loro esigenze. In linea di massima, ad eccezione dei bonsai più resistenti alla radiazione solare, gli esemplari da esterno hanno bisogno almeno di qualche ora di luce al giorno per evitare che foglie e fusti si sviluppino troppo. Sono in genere piante che sopportano bene anche il caldo ma è sempre opportuno, soprattutto se le temperature sono particolarmente alte, regolare oculatamente l’umidità dell’aria per evitare un eccessivo stress da calore. Vi basterà posizionare il bonsai su un vassoio pieno d’acqua o nebulizzare le foglie delle piante un paio di volte al giorno.
Se il caldo non è un problema, il freddo potrebbe causare molti danni, ecco perché durante l’inverno i bonsai vanno ricoverati in casa o difesi con opportune protezioni. 
L’irrigazione gioca un ruolo importantissimo nella cura degli alberi in miniatura e va tarata in base alle reali necessità delle piante, sempre in relazione all’andamento stagionale e al clima in cui coltivate. Dovrete quindi controllare spesso le piante e bagnarle solo quando ne avranno veramente bisogno. 
La concimazione dei bonsai è una pratica altrettanto importante visto che il poco terreno contenuto nei vasi per bonsai trattiene un quantitativo limitato di sostanze nutritive, sostanze che vanno necessariamente e regolarmente reintegrate nel tempo. Avvaletevi di un concime specifico per bonsai, un prodotto valido è il BonsaMAX liquido, a base di ferro assicura alle piante il nutrimento di cui hanno bisogno e migliora le funzioni delle radici aiutandole a assorbire meglio i nutrienti.